ROBERTO OSCULATI

Ordinario di Storia del Cristianesimo
presso la FacoltÓ di Lettere e Filosofia dell'UniversitÓ di Catania
(1987 - 2012)
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Presentazione della Radio Vaticana nella rubrica "A tutto libro",a cura del dott. Rosario Tronnolone

(11 maggio 2001)

Leggiamo dall' Introduzione: "L'evangelo di Giovanni rappresenta il culmine della teologia neotestamentaria. La vita di Gesù di Nazaret viene interpretata come rivelazione definitiva della parola divina nella carne umana. La sapienza , che sta all'origine e al termine di tutta la creazione e che ogni realtà compenetra di sè, vi si è rivelata in modo conclusivo. Essa è vita e luce del mondo, vi diffonde la grazia e la verità delle origini, ne è alimento, bevanda, salute, guida, legge e culto. E' la ragione ultima della vittoria sul male e sulla morte.

La storia di Gesù è presentata in modo attentamente calcolato e intensamente espressivo attraverso una serie di scene esemplari ed è racchiusa tra le sue origini dal mistero del Padre e il ritorno nel silenzio divino. Durante il suo percorso nello spazio e nel tempo, nella storia d'Israele e dell'umanità, ogni parola, ogni gesto e ogni incontro assumono il carattere della rivelazione divina. Sono cifre di una vita pura e perfetta nel labirinto di un'umanità inquieta, tormentata, oscillante, spesso desiderosa della verità ma pure attanagliata dalla paura".

Abbiamo intervistato il professor Roberto Osculati, ordinario di Storia del cristianesimo presso l'Università di Catania. "Come mai l'evangelo di Giovanni?"

"L'evangelo di Giovanni conduce dai fatti e dalle tradizioni intorno a Gesù al loro significato spirituale; va dall'esterno all'interno, dalla molteplicità all'uno. Allora la conoscenza di Gesù è conoscenza di se stessi e l' ho usato come un'introduzione al cristianesimo considerato come ricerca e cammino personali. Gesù infatti nella sua prima frase dell'evangelo giovanneo domanda ai discepoli:' Che cosa cercate?' e le sue ultime parole, prima della passione e della morte ,sono: 'Io in loro'. Questa è la meta che deve essere raggiunta".

"Ma la differenza tra l'evangelo di Giovanni e quello degli altri evangelisti?"

" In Giovanni c'è- possiamo dire- una concentrazione sul problema dell'uno che è molto elevata e c'è una esigenza di universalità, nel senso che ogni essere umano è illuminato dal logos, dalla verità, deve trovarsi di fronte il logos fatto carne e attraverso quello raggiunge l'unità e la perfezione del divino".

"Mi sembra che la figura di Giovanni l'abbia affascinata più volte. Ci sono altre sue opere che sono dedicate, appunto, a Giovanni".

"Senz'altro. La mia tesi in filosofia era un commento al dialogo tra Gesù e Nicodemo, considerato non tanto sul piano teologico, ecclesiastico, quanto come esperienza vissuta di una umanità critica delle propri menzogne e sempre pronta a cercare una verità che la supera. Successivamente la Prima lettera di Giovanni mi ha fatto meditare sul problema di Dio come amore e fondamento della fede e dell'amore umani. Infine l'Apocalisse mi ha condotto ad approfondire il significato della storia, inteso come ricerca del divino e trasformazione di sè oltre la sofferenza e la morte".